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  <title type="html">TRANSHUMANCE / INALP - 15 AUGUST / Reto Suhner</title>
  <subtitle type="html">Un projet de Béatrice Graf (Konzept &amp; drums)</subtitle>
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  <updated>2014-07-30T16:24:09+02:00</updated>
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    <title>Selezione dal diario di bordo Transumanza per il libretto</title>
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    title="Selezione dal diario di bordo Transumanza per il libretto" />
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    <published>2010-04-13T21:33:00+02:00</published>
          <updated>2010-04-13T21:33:40+02:00</updated>
            <author><name>béatrice graf</name></author>
        <dc:subject>15 AUGUST / Reto Suhner</dc:subject>
        
    <content type="html">    &lt;p&gt;Questo progetto lo faccio per il signor Jean. Tutti i giorni dell'anno attraversava il parco delle Cropettes, vi si fermava un momento poi a seconda dell'ora beveva il caffè della mattina al café des Cheminots o la sera tardi una birra dai burkinabé al numero 24 della rue de Montbrillant. Dall'alto dei suoi 87 anni, coi lunghi capelli bianchi e la lunga sciarpa rossa. Energico, non mancava mai di sorridere ai bambini e amava dire: un sorriso di un bambino e la giornata è guadagnata! Il signor Jean era un uomo d'eccezione. Nel febbraio del 2002, conversando con lui sull'unica panchina al sole del parco, io trascinando la mia anima in pena e mio figlio piccolo, abbiamo parlato di rottura, di separazione. Mi diceva che il piú difficile non è morire, è vedere tutti gli altri andar via prima. Il signor Jean ha aggiunto: non ho paura di morire perché sono in armonia con la natura. Un giorno non abbiamo piú incontrato il signor Jean nel parco e ci siamo interessati alle sue condizioni di salute. Se n'era andato all'età di 90 anni come i suoi genitori, come lui lo voleva. La mia vicina Florence è andata al funerale. Ha riconosciuto qualcuno: «il suo viso mi è familiare... ci conosciamo?» Sono sua nipote, mi chiamo Ruth Dreifuss.&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;AUF DER HUNDWILER HOEHE (Appenzel)
15 agosto 09, ore 15, duo con Reto Suhner&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sveglia alle 6 del mattino. Partenza da Ginevra alle 6 e 45 direzione Appenzello esterno Rodi: cima della Hundwiller Hoehe. Arrivo ai piedi della montagna 11 e 30. Ordiniamo la prima cabina di trasporto del materiale. Arriva la cassa di legno. Una giovane donna che fuma Marlboro vi è seduta nel mezzo. Carichiamo il materiale. Poi la prima parte della squadra inizia l'ascensione a piedi. Reto Suhner, il musicista della regione, colui che ha scelto il luogo, Christian Tarabini (camera) e io. Arrivati in cima tutti sudati non c'è tempo da perdere. Ricerca del luogo: parametri luce, niente vento né gerani né parasole sponsorizzati. Arriva il resto della squadra: Masaki Hatsui (suono), Antoine Berthier (foto), Isabelle Klaus (foto, blog, manifesti). Il sopralluogo è finito. Viene scelta la terrazza laterale. L'installazione degli strumenti e dello studio sonoro / immagine mobile può cominciare. Contare due ore e mezza. Siamo in ritardo con la tabella di marcia prevista: non c'è problema, qui abbiamo tutto il tempo. Ci sbrighiamo comunque, per rispetto per coloro che sono venuti puntuali per ascoltarci. Mangiamo velocemente una salsiccia-insalata di patate e via col duo sulla cima. Il mio primo incontro con il sassofonista Reto Suhner ha avuto luogo nel 2002 in Ticino a Balerna. Dividevamo la stessa serata del Festival Altrisuoni. L'ho invitato a unirsi a Four Roses per un pezzo. A volte un incontro era cosí semplice. Il suo primo disco in quartetto si chiama «&amp;nbsp;Born in Herisau ». È nato laggiú, in questa cittadina che si vede dalla cima della Hundwiller Hoehe. Grazie a lui ho potuto scoprire questo posto magico situato a due passi in linea d'aria dal mio cantone d'origine: Appenzello interno Rodi. Qui in cima a questa collina, le mucche si avvicinano quando la musica inizia. Qui l'acqua viene dal Säntis, l’elettricità dalle pale eoliche o dai pannelli solari. Qui ci si lava con la spugna e una brocca d'acqua, peccato ci siamo scordati di prenderne una, poco male: ci faremo la doccia domani, inshallah! Qui è un paradiso. Ci torneremo innamorati e con la famiglia e avremo tutto il tempo di avere tempo e godere dell'istante, promesso.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Da lontanissimo la gente della regione osserva col binocolo la cima della Hundwiller Hoehe. Quando la bandiera è a mezz'asta vuol dire che l'anima del luogo Marlies Schoch si trova a Locarno, al festival del cinema. Il resto dell'anno ella è lassú nel suo albergo di montagna.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il giorno del nostro arrivo la bandiera era a mezz'asta; l'abbiamo issata alla fine della giornata, una volta finito il concerto. Finito di piegare il materiale Reto mi ha detto: ti presento la signora. Né la Signora Schoch, né Marlies: LA signora. Seduta nella sala da pranzo del ristorante Marlies Schoch ha preso il tempo di sapere chi si trovava di fronte a lei. Perché questo progetto Transumanza. Le parlo di me, delle mie origini contadine e appenzellesi. Occhi negli occhi. Poi i visitatori si sono succeduti, la raccolta di mirtilli, 74 anni e una forma pazzesca, una coppia di amici, due contadini del luogo: tutti aspettavano il suo ritorno e ad ognuno ella riservava un'accoglienza regale. Anche alla cagna rottweiler Alexia, pure se quest'ultima era gelosa di dovere dividere la sua padrona con tutti questi sconosciuti dopo un'assenza tanto lunga. Un'evidenza s'imponeva, come se nulla fosse: ci recavamo alla Hundwiller Hoehe come in pellegrinaggio. Niente di mistico o dogmatico: Marlies Schoch era una personalità naturalmente eccezionale.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Laggiú era ieri e oggi sono di ritorno a casa, a Ginevra. È domenica sera ore 20 e 45. Decido di scendere a comprare delle sigarette: ne avrò bisogno per redigere questo testo. Per trovare il tono giusto: non denaturare la magia di questo incontro.
Sotto casa vengo fermata: C'hai una sigaretta? Pensierosa e un po' sorpresa riconosco qualcuno. No, ma stavo appunto andando a comprarle. Sono vicino al menhir aggiunge. Il menhir si trova nella zona d'ombra del mio quartiere dell' l’ilôt 13. Al tabacchi della stazione chiedo se è ancora aperto. L'impiegato che finisce la sua lunga giornata mi sorride. Chiedo scusa per la domanda fuori luogo. Poi non so quali sigarette chiedergli. Finisco col dirgli: ci sono gli automobilisti della domenica e i fumatori della domenica. Piú rifletto al testo piu un'evidenza s'impone: una vocina mi trotterella in testa. Mi dice questa signora è una grande signora e quest'incontro lascerà delle tracce. Lezioni di vita. Come col Signor Jean. Passo dal menhir per dare la sigaretta promessa. Sento una voce. «Sí sto qua». Non vedo nessuno. Dove stai? Non vedo ancora nessuno. «Sí, indietro al menhir». Sotto al menhir c'è come uno spaventapasseri di vestiti accuratamente disposti. Strano. Mi avvicino. La sua testa esce dal cespuglio di verde di fronte al menhir. Sta coricato a terra, acquattato, quasi nudo… Gli do due sigarette. L'aria grave mormora: provo solo a spiegarti una cosa: Ci sono gli zombi che passano, è guerra! Non troppo rassicurata gli dico, continuando a camminare con calma: non guardo film d'orrore perciò non credo agli zombi.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Persone come lui, la grande signora ne ha curati. Molti. Non ha avuto figli; non ha trovato la persona giusta «perché nella nostra società le donne si ritrovano a fare tutto»: Non ne ha sentito il bisogno: «ho molti amici e mi sento bene così» Marlies Schoch è la madre di tutti. Dopo essere stata la maestra elementare di giú e aver fatto la strada a piedi tutti i giorni fino al villaggio, ella continua dall'alto della sua montagna a occuparsi dei diseredati, degli emarginati. Vi lavorano dei giovani in rottura o con problemi gravi di dipendenze. Dei meno giovani con ferite mai cicatrizzate come la perdita di un figlio. … «Prima si lasciava la natura seguire il proprio corso e era normale perdere un figlio su sei, era il destino. Ora ne si perde uno e non ci si riprende mai»&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Si accerta che va tutto bene e che non manchiamo di nulla. Si concede il tempo di domandare e ascoltare. Chiede ad esempio a Masaki se è coreano o giapponese: buona domanda, risponde lui. Anche per noi è difficile saperlo, solo la lingua ci permette di situarci. Ha abitato due anni in Marocco, rischiando di restarci: la gente è cosí gentile. È pure andata a New York e in Giappone. Adora il Giappone. Adesso va a Locarno. Ha bisogno di ritrovarsi circondata da tante persone per un dato tempo per poi assaporare pienamente il fatto di trovarsi sola il resto dell'anno sulla sua montagna. Sapeva che il caffè schnaps di Christian sarebbe stato di troppo dopo il vino, il prosciutto all'osso e i mirtilli alla panna e le avrebbe impedito di dormire bene. Non ha detto nulla, ma solo glissato a colazione, gli occhi scintillanti «parto dal principio che passati i 20 anni queste cose si sanno»&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Info: occorre contare 2 ore di raccolta per un chilo di mirtilli venduti a CHF 13.- al chilo.&lt;/p&gt;</content>

    


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    <title>mp3 duo mit reto suhner</title>
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          <updated>2009-12-29T18:13:43+01:00</updated>
            <author><name>Isabelle Klaus</name></author>
        <dc:subject>15 AUGUST / Reto Suhner</dc:subject>
        
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    <title>HUNDWIL (AR) &gt; Auf der Hundwiler Hoehe</title>
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    <published>2009-08-31T18:11:00+02:00</published>
          <updated>2009-09-14T18:05:15+02:00</updated>
            <author><name>Isabelle Klaus</name></author>
        <dc:subject>15 AUGUST / Reto Suhner</dc:subject>
        
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Duo mit Reto Shuner&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000775_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000775.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000775.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000778_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000778.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000778.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000800_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000800.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000800.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000894_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000894.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000894.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000868_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000868.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000868.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000863_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000863.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000863.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/.P1000892_m.jpg&quot; alt=&quot;P1000892.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; title=&quot;P1000892.jpg, août 2009&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;photos © Antoine Berthier&lt;/p&gt;</content>

    


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    <title>Les myrtilles à la crème  se méritent</title>
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    title="Les myrtilles à la crème  se méritent" />
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    <published>2009-08-17T17:51:00+02:00</published>
          <updated>2009-09-21T18:00:13+02:00</updated>
            <author><name>Isabelle Klaus</name></author>
        <dc:subject>15 AUGUST / Reto Suhner</dc:subject>
        
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/hundwil/.mirtilles_s.jpg&quot; alt=&quot;les myrtilles à la crème&quot; title=&quot;les myrtilles à la crème, sept. 2009&quot; /&gt;
Info: Il faut  compter 2 heures de cueillette pour  récolter un kilo  de myrtilles vendues à 13.- le kilo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Réveil à 6 h du matin. Départ  de Genève  à 6h45 direction Appenzell Rhodes extérieures: sommet de la Hundwiller Hoehe.
Arrivée au bas de la montagne 11h30. On commande la première cabine de transport de matériel (Seilbahn). La caisse en bois arrive. Image hallucinante: une jeune femme fumant des Marlboro est  assise en son  milieu.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;On charge le matériel . Puis la première partie de l’équipe entame son ascension  à pied. Reto Suhner , le musicien de la région, celui qui a choisit l’endroit , Christian Tarabini ( caméra) et moi-même.&lt;br /&gt;
Arrivés au sommet 50 minutes plus tard tout transpirants: pas de temps à perdre. Recherche du spot: paramètres lumières, pas de vent, pas de géraniums ni de parasols apfelsaft (my switzwerland.com). Compter une heure.&lt;br /&gt;
Le reste de l’équipe arrive (Masaki Hatsui: son), Antoine Berthier (photos), Isabelle Klaus (photos, blog, affiches). &lt;br /&gt;
Le repérage est terminé. La terrasse latérale est choisie. L’installation des instruments et du studio son / image mobile peut commencer. Compter 2 heures et demi. Nous sommes en retard avec le planning prévu: pas de problèmes, ici on prends son  temps&amp;nbsp;: pas grave si le concert commence plus tard. On se dépêche quand même, par respect pour ceux qui sont venus à l’heure nous écouter. On mange vite fait une saucisse–salade de patates et c’est parti  pour un duo au sommet. &lt;br /&gt;
Ma première rencontre avec  le saxophoniste Reto Suhner a eu lieu  en 2002 au Tessin à Balerna. On partageait la même soirée du Festival Altrisuoni. Je l’ai invité à se joindre à Four Roses pour un morceau. C’était parfois aussi simple que ça une rencontre.&lt;br /&gt;
Son premier CD  en quartet s’appelle Born in Herisau. Il est né là: là  en-bas, dans cette petite ville que l’on voit depuis le sommet de la Hundwiller Hoehe. Grâce à lui, j’ai pu découvrir cet endroit magique située à deux pas à vol d’oiseau de mon canton d’origine&amp;nbsp;: Appenzell Rhodes intérieures.&lt;br /&gt;
Ici  au somment de cette colline, les vaches s’approchent quand la musique commence.&lt;br /&gt;
Ici l’eau vient du Säntis, l’électricité de l’éolienne et des capteurs solaires. &lt;br /&gt;
Ici on fait sa toilette à la lavette, avec le broc, dommage on a oublié d’en prendre une, pas grave: on se douchera demain, inchallah!&lt;br /&gt;
Ici c’est juste un paradis.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ici on reviendra en amoureux et en famille et on prendra le temps. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Le temps d’avoir le temps et de jouir de l’instant, promis.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;



&lt;p&gt;dimanche 16 août 2009 23h25&lt;/p&gt;</content>

    


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    <title>Hundwil (AR) &gt; Auf der Hundwiler Hoehe</title>
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    <published>2009-08-08T12:00:00+02:00</published>
          <updated>2010-01-26T12:05:14+01:00</updated>
            <author><name>Isabelle Klaus</name></author>
        <dc:subject>15 AUGUST / Reto Suhner</dc:subject>
        
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;15 August 15 Uhr &lt;br /&gt;
Duo mit Reto Suhner&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.hundwilerhoehe.ch/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hundwiler Hoehe&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;De très loin les gens de la région&amp;nbsp;
observent à&amp;nbsp;la jumelle le sommet de la Hunwiller Hoehe. Quand&amp;nbsp;
le drapeau suisse est en berne, c’est que l’âme du lieu Marlies
Schoch est à Locarno au Festival. Le reste de l’année elle est là-haut
dans son auberge de montagne. &lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le retour de la grande dame&lt;/p&gt;    Le jour de notre arrivée le drapeau
était en berne&amp;nbsp; puis, en fin de journée alors que notre concert
se terminait- on l’a hissé.&amp;nbsp; Quand on avait fini de plier le
matériel Reto m’a dit&amp;nbsp;: je vais te présenter La dame (die Dame ).
Pas Madame Schoch ni Marlies, non LA dame. Assis&amp;nbsp; dans la salle
à manger du restaurant Marlies Schoch a pris le temps. Le temps de
savoir qui elle avait en face d’elle. Pourquoi ce projet transhumance.
Je lui parle de moi , de mes origines paysannes et appenzelloises. Ca
l’intéresse. Yeux dans les yeux.. Puis les visites se sont succédées,
le&amp;nbsp; cueilleur de myrtilles 74 ans et une pêche d’enfer, un couple
d’amis , deux paysans du coin&amp;nbsp;: tous attendaient son retour et à chacun
elle réservait un accueil royal. Aussi à sa chienne rottweiler Alexia
même si cette dernière était jalouse de devoir partager sa maîtresse
après une si longue absence avec tous ces inconnus.
&lt;p&gt;Une évidence s’imposait l’air de
rien&amp;nbsp;: on se rendait&amp;nbsp;&amp;nbsp; à la Hundwiller Hoehe comme en pèlerinage.
Rien de mystique&amp;nbsp;, ni de dogmatique&amp;nbsp;: Marlies Schoch était une personnalité
naturellement exceptionnelle&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img title=&quot;P1010152.jpg, janv. 2010&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://beatricegraf.ch/transhumance/public/hundwil/.P1010152_s.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Là-bas c’était hier et aujourd’hui
je suis de retour chez moi&amp;nbsp; à
Genève. C’est dimanche soir 20h45. Je décide de descendre acheter
des clopes&amp;nbsp;: il va m’en falloir pour rédiger ce billet. Pour trouver
le ton juste&amp;nbsp;: ne pas dénaturer la magie de cette rencontre.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;En bas de chez moi, on m’alpague&amp;nbsp;:
T’as une clope ? Pensive et un peu surprise, je reconnais quelqu’un.
Non, mais j’allais justement en acheter.Je suis vers le menhir ajoute
t-il. Le menhir se situe dans&amp;nbsp; la zone d’ombre de mon quartier&amp;nbsp;:&amp;nbsp;
l’ilôt 13.&amp;nbsp; Au tabac de la gare, je demande&amp;nbsp; si c’est
encore ouvert&amp;nbsp;? L’employé qui termine sa&amp;nbsp; grosse journée me
sourit. Je m’excuse de la bêtise de ma question. Puis je&amp;nbsp; ne
sais pas quelles cigarettes lui demander.Je termine par lui dire&amp;nbsp;: il
y a les conducteurs du dimanche et les fumeurs du dimanche. Je réfléchis
. Plus je réfléchis à ce billet que j’écris, plus une
évidence s’impose&amp;nbsp;: une petite voix&amp;nbsp; trotte dans ma tête. Elle
me dit cette dame est une grande dame et&amp;nbsp; cette rencontre va laisser
des traces. Leçons de vie. Comme avec Monsieur Jean. Je passe vers le
menhir pour donner la cigarette promise . J’entends une voix .
«&amp;nbsp;Ouais j’suis là&amp;nbsp;»Je ne vois personne.T’es ou&amp;nbsp;? Je ne vois toujours
personne. «&amp;nbsp;Ouais j’suis là derrière le menhir&amp;nbsp;» Contre&amp;nbsp; le
menhir il y a&amp;nbsp; comme un épouvantail fait d’habits soigneusement
disposés Bizarre.La voix vient d’ailleurs&amp;nbsp; Je m’approche .
Sa tête sort&amp;nbsp; du buisson&amp;nbsp; de verdure qui fait face au menhir.
Il est là couché à terre tappi, presque nu.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Moi&amp;nbsp;: qu’est
ce que tu fous là&amp;nbsp;?&amp;nbsp; je lui tends deux cigarettes Lui&amp;nbsp;:(doucement) j’essaie
juste de t’expliquer quelque chose,… ( l’air grave) Y a des zombies
qui passent&amp;nbsp;, c’est la guerre&amp;nbsp;! &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pas très rassurée je lui dis tout
en continuant ma route calmement &amp;nbsp;: je ne regarde pas de films d’horreur
c’est pour ça que je ne crois pas aux zombies.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Des personnes comme lui, la grande dame
en a soigné. Beaucoup. Elle n’a pas eu d’enfants&amp;nbsp;: pas trouvé la
bonne personne «&amp;nbsp;car dans notre société les femmes se retrouvent à
tout faire&amp;nbsp;» et pas ressenti le besoin «&amp;nbsp; j’ai beaucoup d’amis ,
je me sens&amp;nbsp; bien ainsi&amp;nbsp;»&amp;nbsp; Marlies Schoch est la mère de tous.
Après avoir été l’institutrice d’en bas et avoir fait la route
à pied chaque jour jusqu’au village, elle continue du haut de sa
montagne de s’occuper des déshérités, des laissés pour compte.
Y travaillent des jeunes en rupture ou ayant eu de graves problèmes&amp;nbsp;
de dépendance. Des moins jeunes aux blessures jamais cicatrisées&amp;nbsp;:
la perte d’un enfant… «&amp;nbsp;Avant on laissait la nature suivre son cours
et si on perdait un enfant sur&amp;nbsp; six, c’était normal, le destin.
Maintenant on en perds un  et on&amp;nbsp; ne s’en remets jamais.&amp;nbsp;» Culpabilité.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avec chacun de nous elle s’assure que
out va bien que nous ne manquons de rien. Elle prends le temps de questionner
, d’écouter.Elle demande&amp;nbsp; par exemple à Masaki s’il est coréen
ou japonais&amp;nbsp;: bonne question réponds t’il. Même pour nous c’est
difficile de savoir&amp;nbsp;: il n’y a que la langue&amp;nbsp; qui nous permette
de nous situer. Elle a habité deux ans au Maroc, elle a failli y rester&amp;nbsp;:
les gens sont tellement gentils. Elle est aussi&amp;nbsp; allée à  New-York
, au&amp;nbsp; Japon. Elle adore le Japon. Maintenant elle voyage à Locarno
Elle a besoin de se retrouver entourée de beaucoup de monde&amp;nbsp; pendant
un temps donné, pour&amp;nbsp; savourer pleinement le fait de se retrouver
ensuite tout&amp;nbsp; reste de l’année sur sa montagne. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Elle savait que le café schnaps de Christian
serait de trop après le vin, le jambon à l’os et les myrtilles à
la crème et l’empêcherait de bien dormir&amp;nbsp;. Elle n’a rien dit, mais
juste glissé  au petit déjeuner&amp;nbsp; les yeux pétillants «&amp;nbsp;je pars
du principe que quand on a passé 20 ans, on sait ce genre de choses.&amp;nbsp;»&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;B Graf&amp;nbsp; dimanche 16 août 2009 22h37&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Les myrtilles à&amp;nbsp;la crème se méritent.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;
&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;</content>

    


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